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E’ la storia centenaria della
famiglia Buendia e della città di Macondo. In un
intreccio di vicende favolose, secondo il disegno premonitorio
tracciato nelle pergamene di un indovino, Melquiades, si compie
il destino della città dal momento della sua fondazione
alla sua momentanea e disordinata fortuna, quando i
nordamericani vi impiantarono una piantagione di banane, fino
alla sua rovina e definitiva decadenza. La parabola della
famiglia segue la parabola di solitudine e di sconfitta che sta
scritta nel destino di Macondo, facendo perno sulle 23 guerre
civili promosse e tutte perdute dal colonnello Aureliano, padre
di 17 figli illeggittimi e descrivendo in una successione
paradossale le vicende e le morti dei vari Buendia.
“Molti anni dopo, di fronte al
plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si
sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo
l’aveva condotto a conoscere il
ghiaccio...”
“Non si muore quando si deve, ma
quando si può”
“Una volta Padre Nicanor
portò al castagno una scacchiera e una scatola di
gettoni per invitarlo a giocare a dama, ma José Arcadio
Buendìa non accettò, affermando che non aveva mai
potuto capire il significato di una contesa tra due avversari
che erano d’accordo sui principi.”
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