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I racconti dell’aeroplano
“Il racconto è il romanzo di un pigro”, o almeno così la pensa Antonio Tabucchi, io credo che leggere racconti sia un’espressione di pigrizia sentimentale applicata alla letteratura, non costa molta
fatica e la faccenda si risolve in qualche decina di minuti, giusto il tempo
per distaccarsi quanto basta della realt
à quotidiana. I racconti hanno il pregio di avere vita breve e di lasciare un
ricordo vago con un mood quasi sempre in linea con gli altri soggetti della
pubblicazione, ne risulta un minestrone poco saporito da sorbire in pi
ù riprese.
“Dodici racconti raminghi” e “I funerali di Mama Grande” di Gabriel Garcia Marquez li ho letti per lo più in aereo e, a differenza dei romanzi, mi hanno fatto sviluppare un’intolleranza alle interruzioni. E’ naturale che quando si stà leggendo non si vorrebbe essere disturbati ma questa necessità è maggiore quando si affronta un’esperienza di breve durata che ha uno sviluppo intenso e provoca una specie di apnea letteraria come il
racconto.
Behh... personalmente in aereo ho trovato tre situazioni fastidiose:
1. la prima in assoluto è la pietosa sceneggiata delle istruzioni in caso di incidente che interrompe
puntualmente alla riga 30.
2. il messaggio del capitano a metà volo che rigorosamente rompe metà racconto, fastidiosissimo... e con informazioni di dubbia utilità: voliamo a 9.700 metri di altezza a 800 Km/h, la temperatura esterna di -50
gradi, la posizione...
“abbiamo da poco passato Ginevra” ...sei bastardo! lo dicevi 5 minuti prima avresti avuto il 100% audience! E poi
tutto ripetuto in un inglese stentato.
3. l’avviso dell’approssimarsi dell’atterraggio, sempre con un anticipo di 20 minuti, eccessivo visto che il volo
dura solo 1 ora, 1 ora e 10 con vento contrario.
Comunque, tre andate e due ritorni i racconti sono finiti... diciamo che non
sono tutti dei capolavori ma quantomeno allargano la conoscenza delle opere di
uno dei pi
ù grandi scrittori del ‘900.
I funerali della Mamá Grande (Gabriel Garcia Marquez - 1962)
1. I funerali della Mama' Grande
2. La siesta del martedì
3. Uno di questi giorni
4. Da noi i ladri non ce ne sono
5. La prodigiosa sera di Baltazar
6. La vedova Montiel
7. Un giorno dopo sabato
8. Rose artificiali
Dodici racconti raminghi (Gabriel Garcia Marquez - 1992)
1. Buon viaggio, signor presidente
2. La santa
3. L'aereo della bella addormentata
4. Mi offro per sognare
5. Sono venuta solo per telefonare
6. Spaventi di agosto
7. Maria dos Prazeres
8. Diciassette inglesi avvelenati
9. Tramontata
10. L'estate felice della signora Forbes
11. La luce e' come l'acqua
12. La traccia del tuo sangue sulla neve
tratto da
“Era rigido, asciutto, con uno sguardo che raramente rispecchiava la situazione,
come lo sguardo dei sordi.
”
“Quando vide arrivare suo marito, mise da parte la roba stirata e levò i ferri da stiro dal fornello, per scaldare il caffè. Era più vecchia di lui, con la pelle pallidissima, e i suoi gesti avevano la morbida
efficacia di chi
è abituato alla realtà.”
“Era lì, da oltre un’ora, sempre intento a pensare alla morte, quando iniziò l’autunno.”
“La contemplai palmo a palmo per diverse ore, e l’unico segno di vita che riuscii a cogliere furono le ombre dei sogni che le
passavano sulla fronte come le nuvole sull
’acqua.”
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